Tel. +39 06 9411 927
comunicazione.fsc@figliesancamillo.org

Padre Luigi Tezza: l’obbedienza e la missione in Francia (Parte 2)

Padre Luigi Tezza: l’obbedienza e la missione in Francia (Parte 2)

Seguire la volontà di Dio non significa percorrere un sentiero privo di ostacoli, ma saper rimanere saldi sulla roccia della fede anche quando le tempeste della storia sembrano spazzare via ogni certezza.

Per Padre Luigi Tezza, la prova della fedeltà si presentò molto presto, intrecciandosi con le tormentate vicende politiche dell’Italia del XIX secolo.

In questa seconda parte del nostro viaggio, scopriremo come l’obbedienza totale ai superiori e una straordinaria fecondità missionaria abbiano guidato i suoi passi in terra di Francia.

La tempesta della soppressione e la scelta dell’obbedienza

Nel 1866, con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, venne applicata la legge della soppressione delle corporazioni religiose.

Per i Camilliani, nonostante il loro prezioso servizio, non vi fu alcuna eccezione.

Il 1° luglio 1867, la polizia si presentò alla comunità di San Giuliano a Verona, dove si trovava Padre Tezza, ordinando lo sgombero immediato e totale dell’abitazione.

Padre Luigi, che aveva sotto la sua responsabilità un gruppo di giovani formandi, si trovò improvvisamente senza una casa. Trovò un rifugio temporaneo con loro in una villa di persone amiche, sforzandosi di mantenere unita e fiduciosa la comunità.

In questo clima di precarietà, si presentò a Padre Luigi un’opportunità che sembrava rispondere a un desiderio che coltivava fin dall’infanzia: la missione in Africa.

Il Vescovo di Verona, Mons. Luigi Marchese Di Canossa, gli propose di unirsi all’impresa missionaria che Daniele Comboni stava organizzando per l’Africa Centrale.

Padre Tezza accolse con entusiasmo l’idea di partire, ma i suoi superiori maggiori a Roma espressero un parere negativo, ritenendo che i tempi non fossero ancora maturi.

La situazione si complicò quando il Vescovo ottenne un rescritto pontificio di esclaustrazione che avrebbe permesso a Padre Luigi Tezza e ad altri tre confratelli di partire, ponendosi alle dirette dipendenze della diocesi.

Mentre gli altri tre decisero di partire, Padre Luigi compì una scelta eroica che rivelava la profondità della sua stoffa spirituale: rifiutò di muovere un passo senza il consenso dei suoi superiori camilliani.

Nonostante le critiche e le incomprensioni, egli rimase fedele alla sua originaria vocazione e pronunciò parole memorabili:

«Prima camilliano e poi Camilliano missionario. Non è e non sarà mai ch'io voglia muovere un passo fuori della volontà di Dio»

Il ministero a Roma e la partenza improvvisa

Rimasto a Verona per aiutare a mantenere unita e fiduciosa la provincia religiosa, nel 1869 Padre Tezza ricevette l’incarico di accompagnare i giovani chierici a Roma per salvarli dall’obbligo della leva militare imposta dallo Stato italiano.

Presso il noviziato dei Santi Vincenzo e Anastasio, fu nominato Vice-maestro dei novizi, assumendo il delicato compito di formare le nuove vocazioni.

Nel 1870, durante i drammatici giorni della Breccia di Porta Pia, Padre Luigi si trovò nuovamente in prima linea.

I Camilliani si prodigarono con eroismo nel curare i feriti di entrambi gli schieramenti (i soldati italiani e gli zuavi), assumendo la responsabilità della sezione dei feriti all’Ospedale di San Giovanni.

Poco dopo, a causa delle continue soppressioni in Italia, l’Ordine decise di espandersi all’estero, scegliendo la Francia come terra di nuova fondazione.

Nell’agosto del 1871, Padre Luigi Tezza ricevette l’ordine improvviso di partire per Cuisery, presso il santuario di Notre Dame de La Chaux, per assumere la direzione del nuovo noviziato.

Senza alcuna esitazione, egli lasciò l’Italia, scrivendo nel suo diario:

«Sono contento di far sacrificio di ogni cosa alla voce della santa obbedienza nella quale è infallibilmente la volontà del Signore»

Diciotto anni di fecondità pastorale in Francia

In Francia Padre Luigi Tezza rimase per ben diciotto anni, ricoprendo i ruoli di formatore, superiore di varie comunità, pro-provinciale e primo provinciale.

La sua straordinaria capacità organizzativa pose basi solidissime per lo sviluppo dell’Ordine.

Nel 1874 inaugurò un ospedale a Lione per dare sfogo pratico al carisma assistenziale camilliano.

Poco dopo, grazie al sostegno generoso del servo di Dio Camille Féron-Vrau, un industriale cattolico e benefattore di opere sociali di Lille, Padre Luigi progettò e realizzò un dispensario innovativo collegato alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Lille.

In questo centro, gli studenti di medicina imparavano ad accostare la scienza medica alla carità cristiana, offrendo assistenza e farmaci gratuiti ai malati più poveri della città.

La prova, tuttavia, bussò nuovamente alla sua porta nel 1879, quando la Repubblica francese emanò leggi restrittive e la soppressione degli Ordini religiosi.

Fu la terza soppressione civile a cui Padre Tezza dovette assistere.

Rimasto solo e privo di risorse economiche, non perse la speranza:

«Nulla avverrà che nei disegni della sua amabilissima provvidenza non concorra alla Sua maggior gloria ed al nostro spirituale vantaggio»

Per approfondire: la Biblioteca del Beato Luigi Tezza

Questo ciclo di articoli è un cammino di riscoperta che attinge direttamente alle fonti storiche e alle biografie ufficiali dedicate al nostro Fondatore.

Se desideri immergerti più a fondo nella sua vita straordinaria e nella sua spiritualità, ti invitiamo a scoprire i testi da cui sono tratte queste pagine:

🔴 «L’Amore non conosce confini – Beato Luigi Tezza» (di P. Angelo Brusco): Un’opera intensa che delinea magistralmente le tappe del viaggio terreno e dello spirito di Padre Luigi.

👉 Clicca qui per guardare il libro sul nostro sito.

🔴 «P. Luigi Tezza – Camilliano» (di Sr. Amelia Pires): Un’opera biografica fedele, scorrevole e splendidamente illustrato che ripercorre la sua testimonianza di santità. 

👉 Clicca qui per guardare il libro sul nostro sito.

🔴 «Testimone d’amore» (di Sr. Gabriella Marzio): Una biografia appassionata pensata per proporre la figura del Beato come modello luminoso per i cristiani di ogni età.

👉 Clicca qui per guardare il libro sul nostro sito.

Ogni mercoledì pubblicheremo un nuovo capitolo di questo viaggio.

Continua a seguirci per non perdere le prossime tappe!

Suor Fernanda Bongianino

Responsabile Ufficio Comunicazione – Figlie di San Camillo

Originaria dell’Argentina e con oltre 25 anni di professione religiosa, ne suo servizio Suor Fernanda coordina la comunicazione, raccontando con empatia le opere di cura, le testimonianze dirette e la spiritualità camilliana nel mondo. Leggi il curriculum completo >>

CHI SIAMO

CATEGORIE

Categorie

ULTIMI ARTICOLI