Madonna della Salute (Salus Infirmorum): storia e significato

In occasione del mese di Maria e del giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, condividiamo la storia della Madonna della Salute (Salus Infirmorum), cara alla famiglia Camilliana, e in unione alla pastorale della salute mettere al centro il significativo titolo di Maria Salute degli infermi, richiamando l’attenzione sull’impegno della comunità cristiana verso quanti vivono l’esperienza della malattia e della fragilità.

📍Punti chiave

  • L’icona Salus Infirmorum fu scelta da San Camillo per incarnare la spiritualità mariana dei Camilliani
  • Arrivò alla chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma nel 1616, donata da Settimia De Nobili
  • Ha somiglianze con la Madonna del Popolo e l’Odeghitria
  • Fu incoronata dal Capitolo Vaticano nel 1668

Pubblicato originariamente su Rivista Madre di Dio (marzo 2026, N.2 – 94, p. 8), articolo di Domenico Marcucci. “La Salus infirmorum dei Camilliani

Con autorizzazione della Redazione. Lo condividiamo con voi per diffondere questa bella devozione.

Abito a pochi chilometri da Bucchianico, patria di san Camillo de Lellis, e in questo periodo in cui nel locale santuario sono presenti le ossa del Santo, ho avuto modo di notare l’immagine, ovviamente una copia, della “Salus Infirmorum” venerata da Camilliani, e mi è venuto il desiderio di scoprirne la storia e di condividerla coni nostri lettori.

Una veloce ricerca ha fornito materiale più che sufficiente per questo breve articolo. Si tratta di una storia non grandiosa, ma interessante.

Partiamo dal momento in cui l’immagine, il 26 maggio 1616, arriva alla chiesa di Santa Maria Maddalena di Roma (vicinissima al Pantheon) una immagine mariana, accompagnata da un gruppo di religiosi guidati da padre Cesare Simonio, superiore di quel convento.

I religiosi e in particolare padre Simonio, sono particolarmente soddisfatti e collocano l’immagine sull’altare maggiore, accanto alla statua della Maddalena, cui la chiesa è dedicata.

La chiesa è molto povera e da pochi anni è affidata ai Ministri degli Infermi (Camilliani); solo nella seconda metà del ‘600 divenne quel capolavoro barocco che è tuttora, con l’icona che campeggia sull’altare maggiore.

Padre Simonio aveva assistito in morte, la signora Settimia De Nobili, moglie di Giovanni Paganelli, che era una benefattrice dei Camilliani, conosciuta anche dal Fondatore.

Sia san Camillo che padre Cesare avevano ammirato nella casa della nobildonna un bel quadro della Madonna, quasi una copia di santa Maria del Popolo, e avevano chiesto alla signora Settimia di fargliene dono per la loro chiesa: essi andavano cercando una immagine mariana degna di diventare l’icona di Santa Maria della Salute (Salus Infirmorum in latino), che incarnava la spiritualità mariana della nuova congregazione.

Quadro che si trova nella Chiesa della Maddalena

Ma la signora era stata irremovibile, tuttavia non aveva detto no del tutto: aveva infatti promesso che essa sarebbe stata a loro disposizione il giorno dopo la sua morte, che avvenne il 25 maggio 1616: i Padri non persero tempo e quindi trasferirono l’immagine il giorno successivo, il 26.

Ma come la nobildonna aveva avuto l’immagine? Qui il racconto si mescola con la leggenda, ma non è detto che esso sia inverosimile. Si narra, infatti, che lei o suo marito l’avessero avuta in dono da san Pio V e che tale Papa avesse pregato spesso davanti ad essa soprattutto nel periodo della battaglia di Lepanto, nel 1573: come si vede anche la Salus Infirmorum potrebbe aver avuto un ruolo nella grande storia, come tante altre immagini mariane.

Padre Simonio fece fare molte copie dell’immagine che inviò a diverse case della sua congregazione e parecchie di esse sono tuttora in venerazione; fu donata anche a due cardinali spagnoli, che le portarono in patria e ne diffusero la devozione nella loro nazione.

Praticamente la chiesa della Maddalena divenne il Santuario della Madonna della Salute e fu tanta la devozione e la gratitudine dei Romani che lo stesso comune stabili, nel 1668, di offrire ogni anno un calice prezioso e quattro grandi ceri alla sua chiesa.

Nello stesso anno l’icona fu incoronata dal Capitolo Vaticano: una delle prime incoronazioni che assegnò: queste corone ebbero purtroppo una triste sorte, perché i religiosi dovettero metterle a disposizione per raggiungere l’ingente quantitativo di oro e argento che Napoleone aveva preteso da papa Pio VI nel 1797.

Ma osserviamo da vicino l’immagine: l’impianto è quello dell’icona dell’Odeghitria, ma prima di tutto colpisce la somiglianza con quella della Madonna del Popolo. La posizione delle figure, i colori, lo stesso gioco delle mani è identico, ma pure ha una sua personalità: i tratti dei due volti della Salus Infirmorum sono molto realistici, forse veri e propri ritratti, e quindi rimandano a un autore al massimo del 1400.

L’immagine ha subito alcuni restauri, tanto che gli strati di tela incollati sulla tavola sono due: facilmente nel primo c’è l’immagine originale e nel secondo la copia, anche se presumibilmente molto fedele.

Per ora dobbiamo accontentarci solo di ipotesi, dato che l’immagine non è ancora stata oggetto di uno studio scientifico vero e proprio, che ovviamente speriamo possa avvenire.

Ringraziamo la Rivista Madre di Dio e l’autore, Domenico Marcucci, per l’articolo e per l’autorizzazione a condividerlo con voi.

❓FAQ (Domande frequenti)

  • Chi è la Madonna della Salute?
    È un’icona di Maria con il Bambino Gesù, cara alla Famiglia Camilliana.
  • Perché San Camillo la scelse?
    San Camillo cercava un’immagine che incarnasse la spiritualità mariana della nuova congregazione, focalizzata sulla cura degli infermi.
  • Dove si trova l’icona originale?
    L’icona originale è nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma, casa madre dei Camilliani.

Suor Fernanda Bongianino

Responsabile Ufficio Comunicazione – Figlie di San Camillo

Originaria dell’Argentina e con oltre 25 anni di professione religiosa, ne suo servizio Suor Fernanda coordina la comunicazione, raccontando con empatia le opere di cura, le testimonianze dirette e la spiritualità camilliana nel mondo. Leggi il curriculum completo >>

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