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NEWS DAL XVIII CAPITOLO GENERALE |
Grottaferrata, 19/5/2010
Sorpresa, curiosità e impegno!
Straripava di giovani il Santuario dei Beati Luigi Tezza e Giuseppina Vannini. Ha aperto la processione introitale la croce di legno chiaro che gli studenti avevano fatto firmare ai malati che incontrano ogni giorno nei loro reparti. Segno significativo che la loro scelta professionale e densa di convinzione. Gli studenti del Corso di Laurea per infermiere, rispettivamente delle Sedi di Roma e di Rieti, si sono avvicendati nel ministero del canto, nelle letture, nelle preghiere ed hanno portato all’altare insieme al pane ed al vino per il Sacrificio Eucaristico doni che stavano a significare il loro impegno per prepararsi a servire gli infermi con ogni perfezione, come voleva San Camillo.![]()
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“Quando ci è stato detto che il Vescovo di Frascati aveva espresso il desiderio di celebrare la S. Messa con noi studenti delle scuole di Rieti e di Roma, siamo rimasti un po’ sorpresi, sembrandoci una cosa insolita. Ma poi abbiamo capito che il suo invito era una chiamata del Signore, era la Chiesa che, dandoci fiducia, ci convocava. E noi abbiamo risposto a questa chiamata e siamo venuti, così come siamo, con i nostri limiti, con la nostra fede a volte un po’ vacillante, ma anche con l’entusiasmo semplice che ci caratterizza e anche, possiamo dire francamente, con la curiosità di conoscerLa personalmente e di condividere questa esperienza di comunione tra noi studenti di Rieti e di Roma” ha detto Matteo rivolgendosi a S. E. Mons. Raffaello Martinelli, Vescovo di Frascati. E poi ha affermato: “Oggi, in maniera più visibile, viviamo questa comunione tra noi e la Chiesa rappresentata dalla sua degna persona e viviamo un senso di appartenenza, che cresce pian piano, all’Istituto delle Figlie di San Camillo che ci dà la possibilità di formarci come uomini e donne che si prendono cura di altri uomini e donne che sono nel dolore e nella malattia, seguendo l’esempio del gigante della carità, San Camillo de Lellis”.![]()
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Il Vescovo ha esordito con un: “è bello veder tutta questa bella schiera di giovani, consacrati e non, che vogliono dedicarsi a quella particolare situazione di disagio che è la sofferenza, che è l’ammalato”. E’ successivamente ha sottolineato: “cercate di dare il meglio e il massimo per questo studio e per questo impegno nella scienza e nel approfondire le varie discipline in modo da essere preparati professionalmente, ma soprattutto quando vi accostate ad un letto, ad una persona cercate di servire con il cuore, cercate cioè di donare l’amore”.
Sr Ana Mira