Cittā del Vaticano, 30/3/2014
L'incontro col Papa


Roma, 29/3/2014
Il giorno della laurea


Grottaferrata, 20/3/2014
Una vita splendida!


Grottaferrata, 20/3/2014
L'incanto di due sorelle semplici


Cittā del Vaticano, 11/2/2014
Giornata mondiale del malato


Cittā del Vaticano, 9/2/2014
Non abbiate paura della fragilitā


Cittā del Vaticano, 2/2/2014
Rallegratevi


Grottaferrata, 2/2/2014
Camminare nello Spirito

FSC
MISSIONE: TESTIMONI
 

“Un sì … lungo 20 anni”

Chi l’avrebbe mai detto!
Vent’anni sono passati, da quando Mariella mi ha “scritturato” per interpretare Lucia de “ I promessi sposi”. Il gruppo stava nascendo: oltre a Mariella, Eve, Maria e Franco, a poco a poco si sono unite altre persone conosciute e non. Obiettivo: aiutare concretamente la Missione di Zinvie in Benin (Africa) delle Figlie di S. Camillo. Mezzo per requisire i fondi necessari: rappresentazioni teatrali. Requisiti richiesti ai componenti del gruppo: disponibilità e tanta “faccia di tolla”. All’inizio ero un po’ reticente sul recitare ma il desiderio di fare qualcosa di buono per gli altri mi ha convinto a vivere questa nuova esperienza. Il testo era divertente e, quasi tutti, calcavano le scene per la prima volta. Nei camerini, tremarella e tanta emozione… poi il documentario… Una preghiera di inizio ed ecco che l’ansia lascia il posto all’entusiasmo… È gioia, è divertimento, è amore. Il pubblico applaude con calore e soddisfazione, tanto da chiederci quando avremmo replicato o presentato qualcos’altro di nuovo. Nessuno di noi aveva pensato che la cosa avrebbe potuto avere un seguito… ma forse il Signore ci stava indicando una via… E noi l’abbiamo intrapresa!

La “famiglia” si allarga
Con il passare del tempo si sono susseguite persone diverse, che, oltre al dono della loro presenza, hanno permesso al gruppo di crescere ed evolversi nell’attività e nel cammino di fede. Ognuno ha lasciato una parte di sé e insieme a coloro che hanno raggiunto la dimora eterna, sono ricordati con rispetto e gratitudine. Sono nate famiglie e i bambini numerosi, allietano i nostri momenti insieme. Anche tecnicamente ci siamo migliorati. Infatti, oltre agli attori, ora abbiamo costumiste, scenografi, attrezzisti, tecnici delle luci e dei suoni, un fantastico tastierista e un corpo di ballo. Nessun professionista, solo volontari al servizio dei poveri, guidati dall’esempio di Cristo e sostenuti da una Provvidenza che non si fa mai attendere. Grazie alla sensibilizzazione attraverso il documentario di Mariella, preparato con cura e delicatezza, vengono illustrati i progetti realizzati, le opere in fase di costruzione e i nuovi obiettivi da raggiungere… il tutto calato nelle varie realtà toccate con mano direttamente e vissute intensamente, durante i vari viaggi. Nella diversità di culture e di bisogni, il nostro “esserci”, incontro, condivisione, solidarietà, impegno, speranza… Conoscere, comprendere, aiutare ed amare il prossimo, chiunque lui sia ed ovunque viva. Grazie Signore per i bei pensieri e le belle riflessioni che sempre ci fai giungere. E “amico di Zinvie “ non è solo chi fa “teatro” o va in India e in Africa ma anche chi, seduto su una poltrona, ha donato un po’ del suo tempo, del suo denaro e del suo cuore per sostenerci; chi con semplicità e discrezione, cucina e serve ai nostri raduni; chi ci prepara rilegati i copioni e i libretti per la Messa; chi ci dona composizioni di fiori semplici e raffinate per le nostre messe. Chi per anni ha dipinto ininterrottamente i bigliettini di Natale e chi ci ha dedicato una tesi di laurea in “Linguaggi dei Media”. Non possiamo certo tralasciare Padre Felice missionario cappuccino, “cappellano” del gruppo e Don Mario, che, sempre disponibile, ci ospita per prove e raduni. E chi non vorrebbe fare parte di una simile famiglia !? C’è posto per tutti!

“Dio ha solo le nostre mani…”
E i gesti nei nostri confronti e a favore di ciò che portiamo avanti, si moltiplicano.
Grazie al torneo di tennis “Doppio giallo” da diversi anni a Bangalore in India più di 200 tra bambini e vecchi mangiano un pasto completo tre volte la settimana e nello slams continua la costruzione delle casette per le famiglie emarginate. Altri aiuti dall’Associazione “Un sacchetto per la Vita”, dal gruppo “Koine”, e da amici preziosi conosciuti e “sconosciuti”, hanno permesso l’acquisto di medicinali, cibo, macchinari per laboratori analisi e la costruzione di opere in muratura. Con iniziative varie, gruppi di catechismo e scolastici, danno il loro contributo nelle adozioni a distanza di coetanei in Africa e in India. Un maestro, attraverso lavoretti eseguiti in classe e poi venduti, ha fatto in modo che i bambini potessero pagarsi il biglietto del teatro…. educare all’amore e alla solidarietà attraverso l’impegno personale e con la gioia di partecipare a un progetto d’aiuto “ con “ e “ per “ gli altri …
Alcune amiche hanno organizzato “Facciamo salotto”, per assaporare il piacere di una chiacchierata tra amici con l’opportunità di trovare oggettistica varia, e contribuire a un progetto….E per Natale altri cari amici, allestiranno un banco vendita con doni utili fatti a mano e unici …. Grazie a tutti per la testimonianza che mi date.

“Le chicche ”
Ma le vere “chicche” di questa comunione che ruota intorno a noi, sono i bambini. Ogni anno mi sorprendono e mi stupiscono. Quegli sguardi timidi ma sorridenti… mentre mi allungano una bustina sul bancone della cassa… “Sono per i bambini poveri…” E dentro i loro risparmi e le loro rinunce… accompagnate spesso da disegni o brevi scritti… Andrea mi porta la scatolina data a catechismo per il mese missionario, Sara rinuncia alle bomboniere e ai regali per la S. Cresima, Lilet ci dedica una poesia… Gesti nati dal cuore, semplici e unici, che ci insegnano, ci scuotono, …e a volte ci fanno pure vergognare! Come diceva Madre Teresa, “i bambini sono una benedizione” e molto hanno da insegnarci. Sono un dono di Dio da curare e allevare nel bene, nella pace, nell’amore, nella speranza… nell’insegnamento di Cristo, perché possano divenire veri cristiani… e molto del nostro impegno è proprio rivolto ai bimbi, luce di speranza per il futuro dell’umanità.

Il progetto di Dio si realizza
Con la convinzione che niente si può fare se non è voluto da Lui, iniziamo il nostro cammino. Appoggiandoci ai missionari del posto, operiamo secondo le esigenze emergenti, a volte le più disparate, ma raggiungendo obiettivi ben precisi e destinati unicamente ai poveri e agli ammalati. Grazie a consigli e anche alle esperienze man mano vissute sul campo, siamo riuscite ad ottimizzare le risorse economiche a nostra disposizione e veramente a volte, assistiamo a veri e propri miracoli! Infatti, torniamo dai nostri viaggi con debiti sostanziosi e, anche senza un euro in cassa, arriva sempre ciò che serve! La Provvidenza con noi ha sempre un bel da fare…, ma cos’è questa se non la riprova che la strada è giusta ?!

Zinvie - il primo amore
Grazie all’incontro nel 1985 con Suor Camilla, venuta in Italia dalla missione di Zinvie nel Benin - Africa, inizia l’avventura. Col primo viaggio una jeep con a bordo Eve e Franco, attraversa il deserto del Sahara e diventa dono per la piccola e nascente missione camilliana. Un giro nei dintorni e c’è l’imbarazzo della scelta… La povertà o meglio “il nulla”, l’impossibilità di cure e di una adeguata alimentazione specie nei neonati e nei bimbi, è lampante e struggente. Il primo impegno è la costruzione della maternità di Seje e successivamente dei dispensari di Zunto e di Seje. Una visita all’orfanotrofio di Abomey dove Suor Pancrace ha accolto una cinquantina di bimbi lasciati per le strade: la struttura è una ex porcilaia, vecchia, sporca e certamente inadatta ad ospitare bambini. Ne costruiamo una nuova, semplice ma più spaziosa e in poco tempo gli ospiti diventano una centinaia ed ora sono circa 300. Diamo il nostro contributo tuttora con l’adozione a distanza di circa 200 bimbi. Le richieste sono tante e vengono da varie parti… si vorrebbe poter fare tutto ma non è possibile e così si da le precedenze. Parte il nuovo dispensario di Kupela in Burkina Faso, un asilo e una scuola in Ghana, l’asilo e una casa per vecchi soli e abbandonati a Zinvie.
Girando con la jeep si vede, si conosce, si comprende… Non si può stare a vedere inermi. Le persone fanno chilometri per venire ai dispensari, per ricevere visite, cure ma anche amore, comprensione, consolazione… Bimbi scheletrici, con occhi spenti e nemmeno la forza di aprire la bocca per una goccia di latte… appena venuti al mondo e già segnati dalla sofferenza e dall’ingiustizia… molti non ce la faranno. Incontriamo Padre Christian e Padre Bernard, Fratel Vicenzo e le Suore spagnole a Zagnanado: stanno tuttora dedicando la loro vita ai malati di A.I.DS., ulcera di Burulì e lebbra. Il nostro sostegno: medicine e preghiere. Oltre ad altre jeep, sono state realizzate varie casette e pozzi in diversi posti, fornito protesi e carrozzine per handicappati e cibo per gli asili. E per festeggiare i nostri “20 anni” di attività, a Zinvie sta sorgendo il centro nutrizionale che sarà dedicato a noi e alla nostra grande famiglia e si chiamerà “ Centro Nutrizionale Amici di Zinvie”!

Dall’Africa all’India
Nel 1990, inauguriamo il primo dispensario indiano a Bangalore. Una realtà nuova e diversa rispetto a quella africana, ma i problemi sono gli stessi e le esigenze ancora maggiori. La forte densità di popolazione evidenzia drammaticamente la situazione logistica inadeguata, inumana e di promiscuità degli slams alle periferie delle grandi città o su rotaie inutilizzate come a Kalcutta. Mancanza di acqua, di cibo, di lavoro, di dignità... vite che scorrono silenziose tra l’indifferenza e l’inettitudine delle autorità locali. Solo le numerose congregazioni missionarie, presenti un po’ ovunque, se ne occupano con interventi fissi e sporadici di sollievo. Il nostro contributo: medicinali e cibo; nuove casette nello slams (ora sono più di 100) a Bangalore; “Sheha Bhavan” (Case dell’Amore) a Chungakunnu che accolgono persone spesso in fin di vita - trovate per le strade o nelle discariche, in cerca di cibo. Grazie alle gocce d’amore degli “Amici” degli “Amici di Zinvie “ sono stati realizzati altri due dispensari a Eluru e a Madras, un ospedale per bambini handicappati in Orissa e l’ospedale a Tadepalligudem. Grazie a queste opere si è creato lavoro e molte famiglie hanno potuto contare su un salario fisso; si sono assicurate visite e cure; create nuove opportunità di impiego e di studi professionali; aiutati i bambini tramite le adozioni a distanza (ora circa 120). E’ bello vedere come, col passare degli anni, i semi gettati danno i loro frutti: i bambini che crescono sani e possono studiare fino a diventare insegnanti, infermieri o operai specializzati; la comunità che si allarga a poco a poco fino a diventare un vero e proprio centro urbano con servizi pubblici e negozi; più serenità e speranza, anche se non ancora per molti. Anche alle cave di sasso a Bangalore forniamo cibo agli operai e dopo lo tsunami, barche e reti hanno permesso a 20 famiglie di ricominciare subito il lavoro. A Mangalore da Suor Katerina, mamme e bimbi malati di Aids, ci accolgono con gioia e le ore passate insieme in riva al mare resteranno per tutti un dolce ricordo. Tappe fisse dalle bambine handicappate a Thariode e a Chungakunnu: giochi, canti e danze allietano la nostra permanenza e respiri amore a pieni polmoni! Quest’anno per la prima volta visita a Carmalara, casa di accoglienza per bambini con handicap gravi… e anche lì arriverà la nostra “goccia”.

Il sogno di Eve
L’opera alla quale siamo però più affezionati è “Asha Nagarre” - Villaggio della Speranza a Tadepalligudem in Andrapradesh. Un progetto di 53 casette con un bel pezzo di terreno coltivabile, per i nostri amici lebbrosi del villaggio di Kadakatla. Qui la vita per loro riprende con gioia, cure adeguate, un lavoro, rispetto e comunità. Dal 2000 ad oggi, ci sono state conversioni al cristianesimo con battesimi, cresime e matrimoni. Ogni anno è la tappa preferita del nostro viaggio : stare con loro e condividere cibo e preghiere. Motivo d’orgoglio in più quest’anno, l’acquisto del nuovo trattore “S. Ugo” che permetterà di risparmiare spese di noleggio e mano d’opera esterna, e porterà proventi al villaggio con il suo affitto a terzi. Passeggiare tra i vialetti ricchi di banani, palme, fiori e semi vari, tra le casette bianche con gli arcobaleni… Quanti ricordi… Un sogno uscito dallo scrigno… Il desiderio di Eve diventato realtà. “Dall’alto, caro amico, lo contemplerai e lo benedirai. Il tuo amore per loro ha dato frutto, il tuo impegno è stato grande e così sarà la tua ricompensa nel regno dei cieli”. Nuove necessità… e la lista si allunga. Un sorriso, un “namaste” e la certezza che non ci dimenticheremo di loro.

Perù chiama
Se ci fossimo soffermati a pensare agli impegni che già abbiamo con l’Africa e con l’India, sicuramente avremmo dovuto rifiutare l’invito in Perù! E invece eccoci qua, dall’altra parte del mondo, in un contesto ancora diverso, tra lande deserte e secche, sopra i 4000 m. di altezza, a portare la nostra piccola “goccia d’amore”. A Cajamarca non esiste sanità, un medicinale costa il cibo per tutta la famiglia… e spesso non puoi tenerti la vita… Il progetto è un “Centro di salute”. Posa della prima pietra benedetta da Padre Ramon e si dà il via ai lavori. Un telone all’ingresso del Centro di salute “Mis Manos para ti” con le impronte colorate di tante mani, attesta quante persone hanno creduto e collaborato per la realizzazione di questo progetto. Ora funziona alla grande e, come succede in tutti i posti dove non c’era niente, intorno è nato un grande villaggio. Grazie Signore perché ci hai concesso il privilegio di vedere e provvedere!

Presenza in Cile
“Ogni vita è sacra e preziosa agli occhi di Dio”. In Cile, l’emergenza è per anziani poveri e abbandonati, trovati per le strade. Grazie all’”Hogar di San Camillo”, 45 di loro, quasi tutti invalidi non autosufficienti, hanno trovato ospitalità. Ma i costi di gestione sono elevati specie per il personale necessario che è tanto: noi ci siamo fatti carico dei loro stipendi. Per il cibo, questua al mercato… e l’aiuto della Provvidenza.

L’accoglienza dei Missionari
Non mi stancherò mai di dire quanto siano “speciali” i missionari che abbiamo conosciuto nei nostri viaggi. Non solo per ciò che fanno, ma soprattutto per ciò che sono. Con costanza e perseveranza, nonostante i mille ostacoli e le difficoltà, offrono la loro giornata, e a volte più, al servizio amoroso e gratuito di coloro che sono nel bisogno. Il sorriso sulle labbra, una parola buona per tutti, disponibilità e condivisione… e quando parlano dei loro fratelli, la sofferenza e il dispiacere per ciò che non si riesce a fare… Sempre però il conforto della fede e la speranza che traspare dal viso e dai piccoli gesti… Con noi viaggiatori poi, sono veramente “grandi”! Dopo ore di viaggio, in jeep o in treno, ecco un caloroso abbraccio e una bella cena fumante! L’ospitalità è curata nei minimi particolari e non mancano i momenti per parlare seriamente o stare insieme con allegria. Ci si sente a casa! Incontri che lasciano il cuore leggero e il desiderio, anno dopo anno, di rivedersi e abbracciarsi… sentirsi vicini nonostante la lontananza attraverso la preghiera…

“Alla luce dell’Amore, tutto diventa possibile…”
E noi anche quest’anno a rinnovare il nostro “SI” davanti a Dio nella Santa Messa al campo. I temi richiamati sono la carità e le beatitudini. Dai canti, la certezza che Dio sarà sempre con noi sulle strade della vita, custodendoci sempre, e con gioia ci scambiamo la pace annunciando che l’unica Verità sei “ Tu”. All’offertorio il nuovo copione mentre i bimbi lasciano volare verso il cielo tanti palloncini a cuore. Così deve essere l’Amore: semplice e libero di raggiungere spazi immensi. E la gioia che si respira un vero sollievo per l’anima!

“Si apra il sipario…”
e dopo vent’anni la stessa emozione che, nonostante le nostre infinite mancanze, trasmette allegria ed energia al pubblico sempre più numeroso. Grazie Signore per la possibilità di poter aiutare anche divertendoci: non lasciarci mai mancare la tenacia, la fantasia e la capacità di “ tornar bambini “.
Dopo il debutto de “I promessi sposi” abbiamo rielaborato classici come l’ “Odissea” e la “Divina Commedia”, “Giulietta e Romeo”, “La bisbetica domata” e “Via col vento” alternandole con le fiabe più conosciute e care ai nostri ricordi “Biancaneve”, “Pinocchio”, “Cenerentola”, “Le mille e una notte” e quella più recente “La carica dei 101”. Tra i musical “Sette spose per sette fratelli” e “Grease”, e i romanzi che hanno segnato un’epoca “Robin Hood”, e “Il giro del mondo in ottanta giorni”. Alla storia abbiamo dedicato “La guerra di Troia”, “Tutta colpa della lupa” sulla fondazione di Roma e “La scoperta dell’America”. Non poteva certo mancare poi la tragedia del “Titanic”! Ma a questo punto per festeggiare il 20°, ci voleva qualcosa di speciale, di inatteso e, come al solito, l’illuminazione è di Mariella.

Non solo Genesi
Ripercorriamo così, a nostro modo, sotto forma di episodi, i momenti più importanti o comunque quelli più “malleabili”, partendo dalla creazione, alle dispute tra Caino e Abele fino ad arrivare, dopo una discendenza lunga e prolifica, ad Abramo. Intanto Noè è impegnato con i figli a costruire l’arca per salvare famiglia e animali dal diluvio universale. Credo che i nostri scenografi meritino proprio un applauso e per me, fare l’oca, è stato molto divertente! Non potevano certo mancare Mosè salvato dalle acque, Sansone e Dalila… Davide e Golia Beh, certo è impossibile raccontare le Sacre Scritture in una sola serata… però Vicini al periodo natalizio con la nascita del Messia, chiudiamo la narrazione e apriamo il sipario per la canzone finale, augurando a tutti “Buone Feste!”.

“Credo che la vita non sia un’avventura
da vivere secondo le mode correnti,
ma un impegno a realizzare i progetto
che Dio ha su ognuno di noi:
un progetto di amore
che trasforma la nostra esistenza.
Credo che la più grande gioia di un uomo
Sia incontrare Gesù Cristo, Dio fatto carne.
In Lui ogni cosa
miserie, peccati, storia, speranza -
assume nuova dimensione e significato.”

(Thomas Merton)