Cittą del Vaticano, 30/3/2014
L'incontro col Papa


Roma, 29/3/2014
Il giorno della laurea


Grottaferrata, 20/3/2014
Una vita splendida!


Grottaferrata, 20/3/2014
L'incanto di due sorelle semplici


Cittą del Vaticano, 11/2/2014
Giornata mondiale del malato


Cittą del Vaticano, 9/2/2014
Non abbiate paura della fragilitą


Cittą del Vaticano, 2/2/2014
Rallegratevi


Grottaferrata, 2/2/2014
Camminare nello Spirito

FSC
CHI SIAMO
Il nostro messaggio
 

La testimonianza dei suoi figli migliori: la Beata Vannini e il Padre Tezza

E su questa strada si pone il Beato P. Luigi Tezza che, come vero figlio di San Camillo, soleva dire: “L'ospedale, il mio vero paradiso in terra”. Il lazzaretto, dove si recava ogni giorno e in cui non mancavano i malati colpiti dalla febbre gialla e dal vaiolo, lo chiamava: “il mio giardino di riserva e il solo sollievo che mi prendo”.
La sua instancabile e ammirata dedizione al prossimo ammalato gli meritò a Lima il titolo di: “El apostol de Lima”. Fu proprio da questo cuore di apostolo che nacque in lui la necessità di fondare una Congregazione femminile che si affiancasse ai Ministri degli Infermi nel loro carisma. Nacquero così le Figlie di san Camillo.
Il solo nome è un programma di vita. Vera Figlia di San Camillo, significa aver assorbito la spiritualità e il carisma del Santo, ed esprimerlo nel modo più autentico. La Beata Giuseppina Vannini aveva ricevuto dal Padre Tezza il carisma di san Camillo; lei doveva essere la realizzatrice autentica dell'ispirazione fondamentale dell'Istituto. Donna di grandi convinzioni e di forte dinamismo operativo, a lei si deve quanto nel campo assistenziale ‑ infermieristico le sue Figlie hanno operato nei vari luoghi in cui si trovavano. Soprattutto è da sottolineare nella Vannini quella visione del malato come il “più povero tra i più poveri” ovunque esso si trovi, in una lussuosa clinica come in un piccolo dispensario dell'Africa: “Anime! Anime da guadagnare a Dio, qualunque esse siano”.
La Figlia di san Camillo quindi deve assorbire la spiritualità di San Camillo e saperla esprimere nel modo più autentico secondo le esigenze del luogo e del tempo in cui si trova a vivere ed operare. Ciò che soprattutto conta è quella centralità del malato verso cui tutte le cure e le opere della figlia di San Camillo devono convergere.
Il mondo della salute è dunque lo spazio in cui la Figlia di San Camillo realizza la propria missione. A lei spetta perciò capire ed accogliere gli appelli dell'uomo sofferente nella società in cui vive.

il nostro carisma nel mondo:
dall'Europa all’Asia, dall'Africa all’America latina

La Figlia di San Camillo si “offre” con la sua presenza evangelizzatrice e la sua competente assistenza in Ospedali propri e non, di alto livello tecnico come in quelli più umili; nelle case di assistenza agli anziani e agli handicappati, per malati cronici e dementi; nelle cliniche o nei centri per malati particolari, come quelli affetti da sclerosi multipla; in centri di riabilitazione psicomotoria, nella cura dei malati a domicilio e nelle case per malati di AIDS.
Queste strutture cercano di rispondere adeguatamente ai bisogni dei malati e delle loro famiglie favorendo, in un clima umano e umanizzante, i rapporti tra le persone e, soprattutto, il senso comunitario.
Con la sua attività, qualificata e sensibile, la Figlia di san Camillo si pone perciò a difesa e promozione della vita, dal momento della nascita, fino al momento ultimo, nei confronti di malati terminali e morenti.
Un punto importante del suo ministero è non solo quello di coinvolgere, sulla scia di san Camillo e dei suoi fondatori quanti collaborano con lei nelle strutture in cui è presente, ma di formare quelle cento braccia desiderate da san Camillo per servire gli infermi in ogni luogo e questo attraverso i corsi di diploma universitario per infermieri, sia in Italia (a Roma e a Rieti) come in altri Paesi: Argentina, Perù, India, Brasile.
L'Istituto è presente in quattro Continenti, soprattutto nei paesi di missione come l'Africa, l'India, le Filippine, lo Sri Lanka, il Brasile, la Georgia e altri Stati dell'America Latina.

Proiettati verso il futuro

Le Camilliane sono chiamate, a testimoniare fedelmente Cristo, divino Samaritano, attraverso una vita santa e fervorosa, sostenuta da costante preghiera e da una esperienza gioiosa della misericordia divina. Esse contribuiranno così ad aiutare la comunità ecclesiale ad andare alla scoperta del volto del Signore crocifisso in ogni persona che soffre.
Sull'esempio di San Camillo, ogni Camilliana sia una vera contemplativa nell'azione, coniugando costantemente consacrazione e missione”.
La nostra attenzione, sia rivolta alla promozione di una cultura rispettosa dei diritti e della dignità della persona umana, sapendo di essere chiamate a privilegiare nelle nostre scelte gli ammalati più poveri e abbandonati, come gli anziani, i disabili, gli emarginati, i malati terminali, le vittime della droga e delle nuove malattie contagiose (Vita consecrata, 83).

L'opzione di stare accanto ai poveri, promovendo la salute comunitaria e testimoniando l'amore della Chiesa verso gli ultimi, risulta particolarmente urgente nei Paesi in via di sviluppo, dove la situazione di indigenza aggrava le condizioni di salute della popolazione, favorendo la diffusione delle nuove malattie sociali, in particolare della tossicodipendenza e dell'AIDS, espressioni di degrado morale della civiltà e di ingiustizie sociali, che sollevano numerosi problemi umani ed etici.
Alla Vergine Immacolata, Regina e Madre delle Figlie di San Camillo e Salute degli infermi consegniamo i nostri progetti e le nostre speranze.